Edilizia a basso consumo L’esperienza di Marco Lapi

Isolamento termico e resistenza alle intemperie
febbraio 19, 2019
Isa Project e la filiera corta
aprile 10, 2019

Il professionista ha seguito in Valdarno progetti certificati CasaClima

Classe ’62, presidente dello Studio Artifex, interior designer e responsabile della gestione di numerosi cantieri Edilizi, negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione alla ricerca applicata nel campo della sostenibilità ambientale e nella realizzazione di edifici a basso consumo e zero-energia.

Su quali lavori si è concentrata la sua attività negli ultimi anni?

«Mi sono concentrato sull’edilizia biosostenibile. Ho seguito come direttore di cantiere la costruzione degli unici due edifici in Valdarno che sono dotati della certificazione CasaClima, un ente terzo (non coinvolto nella progettazione e/o realizzazione dell’immobile), che attesta le caratteristiche energetiche, la sostenibilità e la qualità di un edificio. Si tratta dunque di costruzioni che possono vantare consumi “gold”».

Quali progetti sta seguendo attualmente?

«Con i soci del mio studio, stiamo seguendo la realizzazione di quattro edifici passivi in Valdarno, che non verranno alimentati da gas ma da energia elettrica».

Quali sono le tendenze del settore per il 2019?

«Credo che le nuove abitazioni saranno, per lo più, alimentate con pompe di calore, magari con energia prodotta con pannelli solari e stoccata in batterie per l’autoconsumo. La tecnologia sta spingendo molto sull’isolamento degli edifici, costruzioni in cui è sufficiente poca energia per riscaldarsi. La prospettiva è l’autoproduzione di energia: si parla di impianti da 4-5 kilowatt ad appartamento, dotati di una batteria di accumulo da 5 o più kilowatt».

Sono previste agevolazioni?

«Lo sgravio vale solo per le ristrutturazioni, per le nuove abitazioni non ci sono agevolazioni. Ma non bisogna scordare il vantaggio numero uno: comprare una nuova costruzione con impianti all’avanguardia significa abbattere radicalmente i costi delle bollette. Questa tipologia di case è nata nel nord Europa dove i climi sono più freddi ma può funzionare bene anche con il nostro, per esempio nell’ottica del raffrescamento estivo».

Cosa pensa della sua collaborazione con Isa Project?

«Non ero mai stato a Klimahouse e devo dire che l’ho trovata una manifestazione molto interessante. L’iniziativa di Isa Project è stata ben organizzata e lo spostamento in gruppo ha permesso ai partecipanti di scambiarsi esperienze, opinioni e conoscenze costruttive».

IT